Recensioni, presentazioni, varie

Su “Del vento, e di dolci parole leggere”

5 aprile 2018
Want create site? Find Free WordPress Themes and plugins.

Ho molto care le parole che i miei primi, coraggiosi recensori, soprattutto colleghi e amici, appassionati quanto me di libri, di musica e di poesia, mi hanno riservato con sobria e disinteressata amicizia. Tra le tante, questa, dove affiora primigenio il legame con il mondo classico e con i grandi nomi della letteratura, che, prima di avere studiato, ho letto e sentito prendere corpo in me, per come mi si manifestavano in relazione al loro vissuto e alla loro carica umana e, a seguire, alla genialità e alla grandezza dell’ispirazione.

Gli stralci che riporto riguardano la presentazione del mio primo libello in versi, composto nel 2008 e pubblicato nel 2009.

 

“Paola Liotta approda alla poesia dopo anni di contatto vivo con i grandi poeti, sia nelle letture personali sia attraverso l’esperienza dell’insegnamento, con quella ricchezza che solo una professione eminentemente comunicativa può regalare. Non deve dunque stupire l’urgenza con cui i versi erompono dal cuore dell’autrice: c’è già stato un lungo, silenzioso “tirocinio”, un lavorio lento e paziente come l’azione dell’acqua sugli scogli, e all’improvviso, ecco la parola poetica emergere sicura e densa di senso, pronta a dipingere a toni decisi e sfumati al contempo una realtà che è soprattutto interiore, in un continuo soliloquio con le mute figure dei ricordi, vere pietre miliari con le quali ci si confronta sempre e imprescindibilmente.

 

Si sente, nello scorrere placido dei versi, un’intensità affettiva, una capacità di istaurare legami e dialoghi con le cose, che squaderna sotto i nostri occhi un mondo etereo e terragno al contempo, in cui evanescenti fate morgane di ricordi si materializzano improvvisamente in qualcosa di concreto, di sensibile, come l’odore del muschio di campagna che concretizza e attualizza il tempo e i luoghi dei ricordi più belli ne “La mia pace”, o la “sporta di mandarini” capace di farsi simbolo di tutto un mondo  in “Ibla” o le numerose immagini di “Paesaggio marino”, dove la poetessa sa creare ed intessere figure che significano concretamente la contraddizione che il mare –come il femminile, con il suo essere “uterino” che ad esso lo accomuna-  contiene ed esprime continuamente e che riverbera poi nelle figure care, che si fanno mediatrici di un’eternità in cui non si crede e sopravvivono solo nella “celeste corrispondenza d’amorosi sensi” di foscoliana memoria.

 

Incanta e affascina la capacità di creare immagini interiori che non sono mai statiche, bensì vive, mosse e commosse, come quella splendida successione di mutamenti che troviamo in “Origine”: “figure luminescenti, indefinibili, …germogliavano/ dall’acqua lucente di riverberi/opalini, cangiandosi in conchiglia, / perla, fiorita primaverile”. 

 

Una menzione a parte meritano I “Pensieri su alcuni frammenti di Archiloco”, sia per la delicatezza e l’intensità delle riflessioni stesse, sia per la limpida fattura che sembra proprio ellenica.

 

La parola poetica di Paola Liotta è coraggiosa, nel suo oscillare fra antico e moderno, e rivela in filigrana una serie di letture che ne hanno edificato l’impalcatura interiore con pilastri forti e capaci di sorreggere l’innovazione che è lessicale, sintattica, stilistica: l’autrice non si accontenta di un verso dotto e smaliziato che sa trovare il tono giusto e calibrato per ogni oggetto che crea, ma si compiace di sorprenderci con costrutti ed accostamenti inediti, che ancora di più mettono in risalto l’unicità di un’esperienza umana e poetica –che è poi tutt’uno- in cui tutto parla pur facendo emergere un amore e un bisogno assoluto di silenzio da cui emerga una parola che salvi riconducendo alla dimensione pura ed incontaminata dell’infanzia.

 

La ricerca di un equilibrio che mai si potrà trovare nelle cose, in re, la porta a riflettere infine sulla massima greca meden agan, che diventa , quasi a chiusura della raccolta, monito e sigillo, linea maestra e intenzione programmatica su cui riscriversi continuamente, con il genio e l’umiltà che non è posa”.

 

(Citazioni liberamente tratte da LA POESIA FRA TERRA E CIELO. Micro e macrocosmo nei versi di Paola Liotta di Elio Distefano)

Did you find apk for android? You can find new Free Android Games and apps.

Ti potrebbe interessare

Ancora nessun commento

Cosa ne pensi?