Appunti di viaggio

Paola Maria, c’est moi

29 agosto 2019
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Da più parti, fino a stamani, mi è stato chiesto di un libro su mio padre, che non ho mai scritto, ma che (pare) dovrebbe essere presentato il 31 agosto nella mia città. Allora, essendo all’oscuro di tutto, mi sono documentata e ne informo i miei contatti, i miei amici, chiunque possa leggermi, al fine di evitare disguidi o incomprensioni. Non si tratta di un mio libro e, soprattutto, Paola Simona Liotta, che lo ha scritto, non sono io.

Ugo Foscolo era nato anche Niccolò, Alessandro Manzoni non aveva in comune che il cognome con l’artista Piero Manzoni, ideatore di geniali trovate, e, persino nella grandissima famiglia Bach, si sono annoverati, nel corso dei secoli, una cinquantina di musicisti, fra cui Johann Sebastian, il più famoso di tutti. E, tra le più clamorose omonimie in campo musicale, quella tra il compositore e pianista russo Anton Rubinstein (1829 -1894) e il pianista polacco, naturalizzato statunitense, Arthur Rubinstein (1887-1982), solo per citarne una eclatante.

 

Interpellata in proposito da amici di famiglia, ho trovato e trovo la faccenda fortemente umoristica. Ho sorriso, come sempre in corsa, limitandomi a rispondere che no, non intendevo parlare di affetti miei, privatissimi e belli.

Tutto, del mio Papà (maiuscolo), è inciso nel mio cuore, nella mia mente, nel mio stesso modo di essere. Non avrei bisogno di scriverne neppure una riga, un verso, un cenno, tanto il suo amore per me, per noi, è stato immenso.

Stamattina tornano a chiedermi notizie del famoso libro, allora ho deciso di appurare l’equivoco. Vado online e scovo nel sito di una casa editrice, un’autrice, tale Paola Simona Liotta, che ha un anno più di me ed è perito aziendale.

Ho cercato la signora in rete e ho trovato una Simona Liotta, su facebook, con gli stessi dati biografici riportati nel sito. È lei la Simona Liotta che ha pubblicato come Paola Simona Liotta.

Sospiro di sollievo: se è vero che scrivo all’alba, non sono stata io, da sonnambula, ad apporre una firma a una nuova opera, a me ignota nello stato di veglia!

Il mio nome è Paola, Paola Maria in omaggio alle mie due nonne specialissime, non Simona, e non intendo presentare nessun libro su mio padre né il 31 agosto né, forse, mai.

Ma, giuro, anche il caro Luigi (Pirandello) troverebbe la situazione estremamente curiosa.

Mattia Pascal, la buonanima del bibliotecario, ne trarrebbe spunti filosofici, con buona pace di Vitangelo Moscarda, e dei tanti “Uno, nessuno, centomila” che si agitano in noi e fuori di noi.

Quindi, per favore, non chiamatemi “Simona”, alias “Paola Simona”, mi basto e avanzo come Paola nella vita e Paola Maria de plume, e ho tante donne e tante personagge, cui dare voce, in me.

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