Recensioni, presentazioni, varie

Per Nuove Edizioni Bohémien, Intervista a Paola Liotta di Clara Artale.

7 Luglio 2020
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Raccontami brevemente del tuo ultimo romanzo

Il mio ultimo romanzo, che è poi il secondo, è stato pubblicato nel 2019 ed è imperniato sulle vicende di una pianista, Fiamma Fogliani. La sua è una storia d’amore per la musica, soprattutto, e si innesta su un preciso tessuto di ricordi, vicende, immagini legate non solo al mondo della musica, ma anche a quello dell’arte e alla storia. Vi sono riferimenti man mano sempre più cogenti all’attualità e, come si vedrà nel corso della trama, una certa suspence aleggerà su tutto lo svolgimento del famoso Concerto per pianoforte e orchestra di Robert Schumann. Tuttavia, il mio romanzo non nasce come romanzo giallo né aspira a definire o riassumere in sé le caratteristiche di un genere. Il sostrato sentimentale e culturale della protagonista pervade la scrittura, che si fa voce della sua visione del mondo e della musica, che ne è la sovrana incontrastata. Tutto è musica, per Fiamma. Io, che ne scrivo, divento lei e le dò la parola in ogni minima sillaba, segno e spazio grafico, lasciandomi prendere dalle sue medesime passioni, che sono le mie.

In che modo la scrittura e l’insegnamento coesistono in te

Come vasi comunicanti, direi, si alimentano reciprocamente. La scrittura è tensione morale perché, senza idealità, qualunque scritto non fluirebbe con la stessa energia sulla carta; perlomeno, non dalla mia penna. E, poi, credo molto nel valore e nella forza delle parole, ed è questo che cerco di trasmettere alle studentesse e agli studenti, che seguo con la stessa passione e cura che riserverei ai miei più cari compagni di viaggio perché lo sono, a tutti gli effetti. Anche la scrittura, peraltro, è un viaggio. Dunque, in un certo senso, scrivere, leggere, viaggiare, insegnare, sono tutti bei viaggi nelle varie dimensioni della vita, senza cui la stessa vita, per me, non sarebbe concepibile. Naturalmente, ci sono altre sfumature, altre tensioni, ma quelle che tu hai citato sono determinanti, e sono, per me, delle forme di amore per la vita, vissuta in autenticità.

Parlami del ruolo della donna nella mitologia greca e romana; in che modo entra nella tua scrittura (Briseide).

 La mia Briseide, che è la protagonista del testo teatrale omonimo, è una creatura viva e attuale. Il mito, il mondo classico, ci dicono ancora oggi, avendo essi toccato le vette supreme dello Spirito, oltre che dell’arte. A Briseide, una donna, affido un messaggio di pace e di amore oltre ogni barriera, muro, conflitto, discriminazione. Abbiamo, in noi, insita questa energia propulsiva ad amare e a creare. Briseide ne diventa la mediatrice più attuale: una donna di ieri e oggi, non più la Briseide omerica, che deve superare gli stessi odi che molte donne, oggi, in condizione di negazione dei loro diritti, vivono. Una donna che spera e crede nella pace. Una donna contro la guerra e la negazione della vita che essa comporta.

Cosa sognavi di fare da bambina?

 Esattamente ciò che faccio adesso. La prima inclinazione, insegnare. Poi, giornalismo, egittologia, e… moda, creare abiti, disegnarli, idem, gli accessori! Vedevo il futuro come un territorio vago, ma molto promettente, in sostanza una bella avventura, che è poi quella che ci attende, giorno dopo giorno.

 Anche in questi giorni bui, di pandemia e dolore, come da bambina, cerco il sole, lo spiraglio di luce. Anzi, mi rendo conto di come, dentro di me, ci sia ancora viva e desta quella bambina, quelle speranze, quella luce. Ciò che faccio oggi, prova a tradurre in campo le mie aspirazioni di un tempo. E speranza, luce, musica, sono, credo, alla base delle mie ispirazioni migliori.

Raccontami la tua esperienza di scrittrice e di poetessa.

Un viaggio, direi un gran bel viaggio. Ancora ne sono all’inizio. I veri viaggiatori viaggiano in incognito, nella propria anima, per poi volgersi a quella dell’universo. Certo, queste due dimensioni, intrinsecamente correlate, anzi sorelle, germogliano in me come una ricerca molto bella e appassionante in questo grande viaggio che è la vita.

Chi è il tuo poeta preferito?

 Domanda alquanto ardua, poiché ne avrei molte e molti da scegliere e citare in una ideale classifica di amorosa vicinanza interiore. Mi limiterò ai più congeniali: Omero, Leopardi, Pessoa e la grande Alda. E, per la musica, Beethoven.

Ti ringrazio immensamente, Clara, e ti abbraccio con affetto e con stima. Saluto con altrettanta gioia i tuoi lettori e mi auguro di poterci riabbracciare presto, terminata l’emergenza della pandemia.

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