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Piano Concerto Schumann di Paola Liotta, a cura di Dianora Tinti

30 Maggio 2020
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Fonte: https://www.dianoratinti.it/recensione-piano-concerto-schumann-di-paola-liotta/piano-concerto-schumann-liotta-recensione/

Di cosa parla Piano Concerto Schumann

La vicenda ha come sfondo tre belle città: Parigi, Torino e Londra. La protagonista del romanzo è Fiamma Fogliani, una pianista bella elegante e talentuosa, che viene scelta come solista per un concerto in La minore per pianoforte e orchestra Op. 54 di Robert Schumann.

Pur non conoscendo al momento l’identità del committente, suonare uno dei suoi pezzi preferiti, in un gran concerto di  primavera diretto da Albert Maria Marni davanti a un pubblico selezionato, e perdipiù per beneficenza, è cosa che la attira subito e così accetta. Fra l’altro, con il noto direttore d’orchestra aveva già lavorato a Parigi e quel periodo intenso era rimasto fra i suoi ricordi più cari.

La serenità di Fiamma viene però spezzata dall’arrivo di una spinetta (uno strumento musicale tipo clavicembalo, ma più piccolo, che si poggia sopra un piano per mancanza di sostegno proprio), regalo dell’amica Paulette.

Sarà proprio questo dono a proiettare la protagonista in una vicenda ricca di colpi di scena e intrighi. Così, divisa tra i tumulti interiori provocati dall’attrazione per il direttore d’orchestra Albert Maria Marni e dall’interesse per il chirurgo SergioFiamma si troverà a dover affrontare una situazione al limite del giallo.

La storia è divisa in tre partiAllegro affettuoso, Intermezzo. Andatino grazioso e Allegro vivace, proprio come i tre atti che compongono il Piano concerto di Schumann.

Cosa ne penso

Fin da subito, questo originale romanzo cala il lettore fra le note della musica classica. Una musica che, per la protagonista, non è soltanto arte, divertimento e piacere, ma bisogno insopprimibile, panacea per anima e corpo. Ed è proprio grazie a questo linimento perfetto che Fiamma troverà le risposte che cercava, darà un senso alla propria vita, perché, come disse Victor Hugo, “Ciò che non si può dire e ciò che non si può tacere, la musica lo esprime”.

Nella prima parte del romanzo l’autrice ci svela, con dovizia di particolari, l’evoluzione della protagonista che deve molto alla madre per ciò che è diventata. L’autrice è brava a rendere i moti interiori della donna che ha rinunciato ai suoi sogni per dedicarsi alla famiglia e ora vede nel talento e carriera della figlia una sorta di riscatto.

La storia mette bene in evidenza, infatti, non solo i pensieri e le sensazioni della protagonista, ma anche quelli degli altri personaggi, che vengono descritti attraverso i dialoghi o riflessioni ad alta voce a cui il narratore assiste.

La scrittura è immediata, scorrevole e delicata, e rimane tale anche nella parte, diciamo così più gialla, pervadendo la storia con una sorta di intima dolcezza.

Nonostante sia scritto in terza persona, il romanzo attraverso un suo particolare ritmo, suscita vibrazioni che, in alcuni casi, assumono quasi un tono diaristico. Risulta ben riuscita, sotto la volta della musica, l’altalena di voci e pensieri legati ai tormenti interiori di Fiamma, attratta in modo viscerale dal direttore di orchestra che scatena in lei passioni difficili da controllare.

Piano Concerto Schumann è un buon libro che solletica nostalgie e speranze, che riporta indietro nel momento stesso in cui porta avanti, proprio come fa la musica.

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